“Ridda selvaggia”, “terribile” e “terribilmente”: un laboratorio sull’uso delle parole.

Se dico “RIDDA SELVAGGIA” a cosa  pensate? A qualcuno non dirà niente questa espressione ma chi conosce l’albo illustrato degli albi illustrati, il più famoso, pluripremiato e iconico penserà subito a MAX “Nel paese dei mostri selvaggi” scritto e illustrato da Maurice Sendak e pubblicato nel 1963.

In Italia la prima edizione risale al 1969 edita da Emme e quella versione si trova ormai solo in biblioteca nella riedizione del 1999 di Babalibri con la traduzione di Antonio Porta.

La versione attuale che si trova nelle librerie è edita da Adelphi e tradotta da Lisa Topi.

Ho preso in biblioteca la prima edizione e acquistato l’altra e ho svolto uno studio del testo e ad una prima lettura ad voce alta la musicalità cambia. 

Come ci insegnano gli studiosi i 3 codici che caratterizzano un albo, VERBALE, ICONICO e GRAFICO sono correlati tra loro e di conseguenza se il testo cambia, cambia anche la percezione di insieme.

Non sta a me giudicare quale delle due traduzioni sia migliore, a questo proposito mi sono piaciuti due articoli sull’argomento, per chi volesse approfondire, quello di Radice-Labirinto e Lavoro Culturale.

Quello che ho ritenuto interessante è cercare di capire come cambia la percezione del bambino all’ascolto. Ho svolto un laboratorio leggendo ad alta voce entrambe le versione soffermandomi su alcuni passaggi. I bambini come sempre sanno dare tantissime risposte…

Partiamo dal presupposto che le immagini di questo albo sono talmente espressivo-narrativo (e bellissime) che si potrebbe narrare la storia come fosse un albo senza parole.

Va da sé quanto il testo sia, in questo caso, ancora più importante perché rende l’albo quello che è: un classico senza tempo, “uno dei capisaldi fondatori del canone dell’albo illustrato”, dice Emilio Varrà nel suo saggio del testo Ad occhi aperti edito Donzelli.

Vediamo cosa è venuto fuori dalla lettura con i bambini di età diverse, 6, 8 e 9 anni. Le citazioni a destra saranno quelle di Carlo Porta del 1969 e a sinistra di Lisa Topi del 2018.

“SELVAGGIO!” gridò la mamma “E ALLORA TI MANGIO!” urlò Max.   Così fu spedito a letto senza cena.  

2018

La mamma gli gridò: “MOSTRO SELVAGGIO! E Max rispose: “E IO TI SBRANO.” Così fu cacciato a letto senza cena

1969

Nella versione del ’69 c’è l’aggiunta di MOSTRO al termine SELVAGGIO che anticipa quello che Max incontrerà dopo, il paese dei mostri selvaggi. 

E secondo i bambini il verbo SBRANARE si addice molto di più a un mostro selvaggio. Tanto che, gli ho fatto notare, non c’è neanche bisogno del punto esclamativo che invece troviamo nell’altra versione.

Mi sono soffermata poi su quello che dice Max “E ALLORA” facendo un paragone con “E IO”. La teoria dei bambini è che nel primo caso il bambino dice alla mamma Ti mangio come reazione alla sua provocazione SELVAGGIO; mentre nel secondo caso “E IO” sta a indicare che Max in quanto mostro selvaggio è  costretto a sbranarti, come fosse un reazione obbligata, un dato di fatto e non una reazione a qualcosa.  L’ho trovata geniale come interpretazione.

Quando approdò, i mostri ringhiarono terribili ruggiti, digrignarono terribili denti,

2018

E appena arrivato nel paese dove abitano i mostri selvaggi quelli ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i denti

1969

Ho ripetuto più volte queste due frasi, per un bambino le differenze non sono immediate ma alla fine la riflessione si è soffermata sul significato e le differenze tra TERRIBILMENTE e TERRIBILE e per i bambini la prima era riferita all’azione mentre la seconda alle cose.

Alla fine un bambino ha esclamato: potremmo cambiarlo noi in RINGHIARONO TERRIBILMENTE TERRIBILI RUGGITI e DIGRIGNARONO TERRIBILMENTE TERRIBILI DENTI! Erano tutti d’accordo che così avrebbe fatto ancora più spavento.

…e i mostri spaventati lo acclamarono il più selvaggio tra i selvaggi.

2018

…e quelli ebbero paura e proclamarono che lui era più mostro selvaggio di tutti

1969

E’ particolare quello che è venuto fuori da questa narrazione perché io non mi sono soffermata su nessuna parola in particolare, stavo voltando pagina quando un  bambino mi ha fermato: “usare la parola PAURA fa più effetto, è meglio di spaventati.” Ho amato molto questa riflessione perché ho capito che l’allenamento del pensare alle parole era stato assimilato bene, e dopo poche pagine.

“E ORA” gridò Max “SCATENIAMO IL FINIMONDO”

2018

“E ADESSO” urlò Max “ATTACCHIAMO LA RIDDA SELVAGGIA”

1969

In questa scelta narrativa c’è un distacco totale: la versione del ‘69 fa riferimento a una vera e propria azione “ATTACCHIAMO”, cosa? “LA RIDDA SELVAGGIA”. E infatti le tre immagini a doppia pagina che si susseguono dopo sono senza testo, a voler accentuare il senso di quell’azione. 

Nella versione recente invece si usa una espressione, un modo di dire, qualcosa di figurativo: “SCATENIAMO IL FINIMONDO” che può riferirsi, nella Case sull’Albo dei bambini, a qualsiasi cosa, lascia sicuramente aperte più strade.

La RIDDA è un termine desueto ma dà la possibilità al bambino di aggiungere una parola nuova, i bambini più grandi possono cercarlo nel vocabolario: RIDDA: 1. Tipo di ballo antico di più persone che giravano in tondo tenendosi per mano e cantando 2. fig. Movimento disordinato, agitato, convulso di molte persone o cose, anche astratte.

Sempre come dice Varrà “La <ridda selvaggia> con cui si celebra questa incoronazione è il culmine narrativo, proprio al centro dell’albo e con una sequenza di immagini mute a tutta pagina.”

Metto qui a paragone un paio di pagine secondo me molto belle dal punto di vista narrativo come utilizzo delle parole.

“Ora basta!” disse Max mandando a letto i mostri senza cena. E Max il re dei mostri selvaggi si sentì solo, avrebbe voluto essere con qualcuno che lo amasse terribilmente

2018

“Ora basta!” disse Max e cacciò i mostri selvaggi a letto senza cena . E Max, il re di tutti i mostri selvaggi, si sentì solo e desiderò di essere in un posto dove c’era qualcuno che lo amava più di ogni altra cosa al mondo.

1969

I mostri selvaggi lo supplicarono: “Non te ne andare!” Ti amiamo così tanto! Ti mangeremmo!” “No” strillò Max

2018

Ma i mostri selvaggi gridarono; “Oh, non andartene-noi ti vogliamo mangiare-così tanto ti amiamo!” Max risposte: “No!”

1969

Concludo con il bellissimo pensiero di una bambina che mi ha detto arrivati a questo punto:

Navigò intere settimane, per un anno o poco più. E un giorno ancora

2018

e navigò indietro per un anno o poco più e in lungo e in largo per un mese e per un giorno intiero

1969

“E’ importante dire che ha navigato indietro, perché vuol dire che nel paese dei mostri selvaggi ci può tornare visto che conosce la strada”.

Credo che il paese di Max sia un grande Casa sull’Albo dove chiunque possa rispecchiarsi e ballare una ridda selvaggia con una corona in testa. Tanto la strada per tornare a casa la conosciamo…anche noi  possiamo navigare indietro “intere settimane per un anno o poco più. E un giorno ancora.”

4 commenti

  1. Chiara sono incantata nello scorrere le righe di questa tua creatura dal mio smartphone.
    Ti chiedo scusa per aver ‘dimenticato’ l’invito a ‘curiosare’ nel tuo blog che mi facesti tempo fa e ti ringrazio per avermelo rifatto ieri.
    Sei preziosa e sai tirar fuori, ordinare e valorizzare tutte le conoscenze che ho acquisito sul campo per cui ti lascio immaginare come ogni tua riflessione mi risuoni e mi sia familiare.
    Con simili comuni denominatori, fatte le debite differenze non possiamo che credere nel valore di possibili, future collaborazioni.
    Complimenti sinceri ed emozionati.
    Nadia

    Piace a 1 persona

    • Ti ringrazio molto della lettura. L’edizione del 1969 si trova ormai solo in biblioteca. Io ho apprezzato entrambe nonostante ci siano esperti del settore affezionati molto alla prima e posso capire il perché… Grazie ancora e alla prossima 🙂

      "Mi piace"

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