
“Si” rispose lei, “ma a volte mi piacerebbe essere qualcun altro.”
Hank si bloccò sotto al lampione rotto. “E che cosa faresti se non fossi la luna?” chiese.
La luce della signora Luna sembrò brillare più intensamente sul marciapiedi sotto di lei. “Farei un giro in barca” rispose con un piccolo sorriso.
“Ogni notte osservo il mio riflesso attraversare il lago da una sponda all’altra” spiegò. “Per una volta, mi piacerebbe navigare davvero”.

La signora Luna scelse la barca rossa.



Trovo queste pagine poetiche e malinconiche, le immagini, i colori e il tratto trasmettono tutta l’inquietudine dei due protagonisti: la piccola Harriet incompresa dalla famiglia e la Signora Luna, che lassù nel cielo, in quel silenzio, si sente sola.
La malinconia la associo sempre all’estate, quella stagione che ci porta la smania di non voler rimanere dove si è, con l’incognita che una volta andati lontano la nostra amarezza potrebbe rimanerci appiccicata addosso, anziché sparire nel luogo da cui siamo partiti. Quella malinconia che spinge a chiederci cosa vogliamo davvero: solo l’estate spegne i ritmi veloci a cui siamo abituati e ci regala tempo lento che ci porta a pensare, rimuginare, accogliere dubbi che durante l’anno scacciamo via per il troppo da fare.
Il voler essere altrove, o voler essere qualcun altro, oppure, ancora peggio, quel desiderio di ritornare indietro a quello che eravamo prima, quando l’estate era ben altro che malinconia. Però ci si evolve, è giusto così e questa piccola storia ci aiuta a ricordare che forse è meglio esprimere a voce alta quello che vorremmo essere.
Magari avremo anche noi la fortuna di trovare una persona che ci aiuti a tornare a casa, magari arriverà anche per noi una sonata che ci concili con il mondo e con quello che abbiamo scelto di essere.
Oppure arriverà una signora Luna a farci coraggio, anche in estate, anche quando sembra che gli altri si aspettino da noi di essere felici per forza…

