“La notte è rimasta appesa agli alberi”

Se un romanzo di Haruki Murakami fosse un albo illustrato di certo sarebbe “L’ombra di ognuno” di Melanie Rutten edito da Camelozampa, che ha pubblicato per la prima volta in Italia questa illustratrice e autrice belga cresciuta in Africa.

Tornando a Muramaki, i romanzi del grande autore autore giapponese o si amano o si odiano, o ci si immerge dentro con anima, testa e cuore o ci si allontana al secondo capitolo. Così è con questo albo illustrato, onirico ed evocativo, che non si lascia svelare subito.

Leggere il saggio di Hamelin ALBO E FILOSOFIA e contemporaneamente immergersi in queste pagine di Melanie Rutten aiuta a capire esattamente quello che gli autori dell’associazione culturale bolognese vogliono trasmettere: riconoscere che i bambini esercitano ed esprimono pensieri. Questo richiede anche una nostra disposizione all’accoglienza di quel pensiero, quando reputiamo fuori logica alcune domande dei nostri bambini ci rendiamo conto che la nostra “logica” non deve essere applicata ai loro pensieri?

“Quand’è che si sa di essere diventati grandi?” chiede il Coniglio. “Quando si sa fare e disfare i nodi” dice il Soldato. “No, quando si è innamorati” risponde il Gatto. Il Coniglio pensa che sia quando si è capaci di costruire una casa.

L’infanzia, libera da sovrastrutture e condizionamenti, ci pone necessariamente nella condizione di liberarci dal nostro sguardo ottuso verso la realtà. E questo albo ci aiuta a farlo, ci allena a comprendere l’apparente nonsense della narrazione portando i bambini a dare forma e colore a pensieri e sentimenti quotidiani: gli incubi della notte diventano inchiostro di china trasparente, la voglia di diventare grande si trasforma in un acquarello luminoso, il bisogno di un abbraccio ha la forma di un cervo e di un coniglietto bianco, la paura del distacco è un’ombra a forma di orso che “veglia in silenzio sulla notte e sui piccoli” e l’assenza di comunicazione è un libro assetato di sapere.

Questo albo andrebbe letto ai bambini più grandi della scuola dell’infanzia e sicuramente nella scuola primaria come laboratorio non solo di lettura, ma anche di filosofia.

La parola OMBRA che si trova nel titolo ha un capitolo dedicato nell’interessante saggio sopra citato e che trovate qui. Oltre a citare albi molto belli, la visione che viene data, secondo me, ci aiuta a capire il senso che Melanie Rutter dà al personaggio dell’ombra-orsa: il forte legame tra luce e oscurità.

“Siamo soliti pensare che senza la luce non si possa vedere nulla: in una stanza totalmente buia, in effetti, non vediamo nessun oggetto, non vediamo nemmeno noi stessi. Tuttavia, sebbene non appaia così immediato, anche senza ombre non riusciamo a vedere: in una realtà di sola luce, infatti, gli oggetti sembrerebbero fluttuare nell’aria e perderebbero ogni consistenza e spessore.”

Piero Schiavo, ALBO E FILOSOFIA, Hamelin

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