Momenti di intesa, stelle cadenti, la scoperta di un bel libro

Come sempre agosto è il mio capodanno…una festa malinconica lunga un mese (vedi qua la mia riflessione su Olga e Stina dell’anno scorso).
Questi giorni sono come un countdown che mi porta inesorabilmente a riflettere su come è andato questo anno educativo e personale e a quello che mi aspetta.
E a quello che vorrei.

Questo anno non è andato bene, ho speso tantissime energie che hanno portato a pochi risultati: mi riferisco un po’ a tutta la mia quotidianità, ordinaria e straordinaria. Allora mi chiedo in cosa ho sbagliato e cosa ho dato per scontato. Credo di essermi incaponita in progetti e relazioni che non ho approcciato come avrei dovuto.
Potrei lamentarmi, ma sarebbe troppo facile fare la vittima e addossare un fallimento a qualcosa di esterno…la frustrazione, l’indifferenza, la cattiveria, l’invidia degli altri, sebbene esistano e ne abbia avuta prova evidente in più occasioni in questo anno.               

Le sfaccettature umane da sempre esistono per creare ostacoli, per darci una spinta a fare meglio, per confrontarci con chi è diverso, per vedere sfumature che con i nostri occhi non sapremmo cogliere.

Forse ho sbagliato io a indirizzare le mie energie verso un pubblico indifferente a prescindere, sul lavoro e nelle amicizie si arriva a un punto in cui bisogna aprire gli occhi e uscire dalla comfort zone che, di fatto, spesso è sinonimo di mediocritá.

La Pazienza ama le fragole, il secondo capitolo delle creature dell’albo Ci conosciamo? ci spiega bene, attraverso similitudini e metafore, cosa accade dentro di noi quando viviamo emozioni forti, che non lasciano spazio a fraintendimenti o interpretazioni.

La Pazienza ama le fragole, Tina Oziewicz, Aleksandra Zajac, Terre di Mezzo

Troviamo la Nostalgia che si immerge in una scatola di palline di Natale, l’Angoscia nascosta sotto l’armadio, scovata dalla Curiosità che la aiuta a uscirne fuori; la Pazienza, che ama le fragole e fa marmellate per tutti, Gioia invece è piena di amici: Tenerezza, Fiducia, Coraggio, Fedeltà, Spensieratezza, Ridarella, Umorismo, Occhi Dolci, Lealtà, Amore e Amicizia.

E poi arriva lei…la Malevolenza, sotto forma di mostro, chiusa a creare veleni e pozioni per rovinare eventi felici, per spegnere le risate degli altri e gioire delle disgrazie altrui.
“La Malevolenza ama molto il suo lavoro nella piccola fabbrica di veleni che ha allestito a casa sua. […] La Malevolenza è contenta quando le capita di imbattersi in Felicità, e infatti tiene sempre in tasca uno spillo o un pungiglione di calabrone secco per fare scoppiare le sue bolle di sapone. Ma si ritiene fortunata anche quando incontra la Serenità, la Soddisfazione o – che gusto! – la Gioia”.

Non so cosa accadrà l’anno prossimo, agosto è appena iniziato e ho tempo per capire.
E nonostante tutto rimane forte il mio senso di Gratitudine anche per questo anno sgangherato…le cose fatte rimangono, i momenti belli con le mie persone e con i bambini e le bambine sono stati tanti…

Buon agosto a tutti! Qui una lista di tesori che vi auguro di trovare in questo lungo mese di passaggio.

Il mio tesoro personale dà il titolo a questo articolo ❤️

“Alla gratitudine piace molto guardare nei cassetti che contengono le cose poco importanti. Qui la Memoria infila le giornate tranquille, le belle cenette, i sorrisi, i tramonti e le coincidenze fortunate. La Gratitudine apre un cassetto a caso e lo trova stipato di tesori. Momenti di intesa, stelle cadenti, la scoperta di un bel libro. Sassolini levigati dal mare che le onde hanno portato a riva. Castelli di sabbia costruiti con gli amici. Escursioni in bicicletta. Picnic al parco. Le mele che ti aspettano in tavola la mattina. Chiacchierate interrotte da scoppi di risa. Un pacco sorpresa per il tuo compleanno: una collanina fatta da qualcuno con le piume grigie che ti piacciono tanto. Una libellula che entra dalla finestra e ti si posa sulla spalla proprio mentre stai piangendo. L’autista del bus che si ferma ad aspettarti. Un incontro causale al faro su un promontorio. Qualcuno che ti indica il sentiero che conduce a una spiaggia selvaggia. Un cuore disegnato col dito su un vetro impolverato.”   

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