Sono sempre meno gli albi illustrati che mi colpiscono, soprattutto le nuove uscite editoriali. Si vede che certe storie non sono libere dalla necessità della vendita, dal marketing, dal contenuto adatto ai social e le trame risultano davvero superficiali, anche quando a pubblicarle sono grandi autori.
Dalla ricca biblioteca scolastica della mia scuola invece, mi è capitato tra le mani questo libro che mi ha davvero emozionato, è del 2002, l’autrice Magali Bonniol è la stessa della fortunata serie di Cornabicorna.

Ho sentito tra queste pagine il vero significato di cura, inclusione, accoglienza e lealtà verso il lettore. La storia ha una trama magica: dal frutto di un albero che desidera diventare papá nasce una piccola bambina che proprio l’albero chiamerà Gemma. Si prenderà cura di lei, la crescerà con pazienza e dedizione, senza nascondere anche la fatica di essere genitore.




La bambina, arrivato il riposo invernale, non riuscirà a stare in letargo come il grande papà albero e attratta dalla città farà la conoscenza di un’altra famiglia speciale: una vecchietta sorridente con la sua scimmietta Lola.



Anche qui Gemma verrà accolta con amore e sarà proprio un incidente alla sua nuova amica che spingerà la bambina a tornare dal papà albero a chiedere aiuto. Ancora addormento l’albero donerà a Gemma una fogliolina, spuntata in pieno inverno, da usare come tisana guaritrice e proprio questa piccola foglia unirà le due vite di Gemma.


Risvegliatosi dal letargo papà albero ritroverà la sua bambina e accoglierà tutti tra i suoi grandi rami, la famiglia della collina e la famiglia della città.

Le immagini sono fortemente evocative e narrative, sembra di sentir ridere la piccola Gemma dalle pagine, sembra di vivere davvero il silenzio dell’inverno alla prima neve, tutto è speciale in questo libro.
Da questa lettura in classe ci siamo chiesti con i bambini e le bambine che cos’è una tisana, come si fa, cos’e il tè, la camomilla e abbiamo fatto in sezione una cerimonia del tè!

È stata un’attività unica, dopo aver sentito gli odori delle foglie di tè abbiamo scoperto il procedimento. Poi dal colore sono venute fuori tante domande scientifiche e infine abbiamo creato la carta pergamena immersa nel tè.


Tutto questo da una lettura che ha portato a domande spontanee dei bambini, senza bisogno di leggere storie che hanno già dentro un’attività praticamente già pronta o un insegnamento che alla fine porta la lettura a perdere il suo unico fine: stare bene mentre si legge, si ascolta, si immagina.

Che meraviglia! Chissà se è ancora in catalogo. Altrimenti lo cerco in biblioteca
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