Leggere la realtà oltre immagini e parole: “gli albi della durata”

La Casa sul’ Albo godrà di una nuova vista per qualche settimana, nuove ispirazioni ma con un ritmo più lento. Lontano da Milano i punti di vista cambiano totalmente, anche l’approccio alla quotidianità.

Dalla mia finestra vedo un piccolo faro, penso che siano poche le persone che non subiscano il fascino della narrazione su queste torri luminose e sui loro guardiani, ormai sostituiti da tempo dall’elettricità.

Sulla roccia più alta di una minuscola isola ai confini del mondo c’è un faro. E’ costruito per durare in eterno. Invia il suo raggio di luce sul mare e guida le navi di passaggio.

Sophie Blackall, autrice più famosa negli USA (dove vive) che in Europa, ha illustrato e scritto un albo che racconta in modo poetico ed elegante la vita di un guardiano di faro e della sua famiglia. In Italia è stato pubblicato dalla casa editrice Fatatrac a cui sono particolarmente legata perché durante i miei studi all’Università fu oggetto di approfondimento per il mio esame di letteratura dell’Infanzia, conservo ancora i libri che comprai nel 2003.

Tornando al nostro albo, “CIAO, CIAO AMICO FARO”, leggendolo più volte si percepisce che i bambini non solo ascoltano una storia ma entrano in una specie di vita parallela, quella del faro, dove la quotidianità è scandita da azioni sempre uguali e ripetitive: una routine molto diversa da quella conosciuta dai bambini con parole nuove da spiegare e raccontare insieme a loro.

Arriva un nuovo guardiano a sostituire il vecchio, per continuare a prendersi cura della lampada. Ne pulisce la lente, la rifornisce d’olio e regola l’stremità dello stoppino. Durante la notte carica il meccanismo che mantiene la lampada in movimento. Durante il giorno stende una mano di vernice verde acqua sulle pareti rotonde dei locali. Tiene il suo diario, lavora con l’ago e ascolta il vento farsi sempre più forte.

“A intervalli di qualche giorno
scrive a sua moglie una lettera
e la affida alle onde.
Si prende cura della lampada,
tiene il suo diario
e attende la risposta”

L’albo ha una sequenza narrativa ripetitiva adatta anche ai bambini della scuola dell’infanzia. La replica, come un mantra, dell’espressione “Ciao ciao! …Ciao, ciao! Ciao, ciao amico faro!” è una voce che sembra venire dal mare, come fosse il narratore della storia. L’autrice inoltre inserisce le scene che si svolgono all’interno del faro in una cornice a forma di cerchio dando ancora di più l’idea del vivere in un ambiente circolare che a pensarci bene rimanda anche all’idea delle ripetitività delle azioni e della voce.

Emilio Varrà parla di tipologie di albi illustrati in relazione al tempo e credo che questo si meriti a pieno titolo la categoria degli “albi della durata”: “l’autore sembra qui farsi da parte”, scrive Varrà, “volersi nascondere per permettere un più facile sprofondamento del lettore nel libro, quasi a far dimenticare che di un libro si tratta. Il vero tema di questa tipologia è l’invito dell’immersione nella realtà […]”.

A scandire le settimane e i mesi della vita nel faro è il tempo, inteso stavolta come susseguirsi delle stagioni: il ghiaccio, la nebbia, le onde, la tempesta, l’alba. Immaginate i bambini al sicuro nella loro cameretta o seduti in classe immersi in un mondo fatto di “onde che si gonfiano e infrangono”, nascosti in una nebbia fittissima o in balia del vento che “fa un respiro profondo e soffia, soffia…”.  Il faro è sempre lì, fermo e immobile ad aspettare solo che il bambino volti la pagina.

A spezzare l’incantesimo della famiglia del faro è “una lampada nuova di zecca”…A salutare è sempre la voce che viene dal mare…

Concludo con un’altra citazione di Varrà dal suo saggio “Albo e tempo” nel testo Ad occhi aperti di Hamelin: ”Questo senso di apertura del mondo, e la capacità di leggerlo, è la vera essenza dei libri della durata.”

Permettiamo ai nostri bambini di conoscere un ritmo più lento rispetto a quello già familiare. Quello che possiamo scoprire con un albo illustrato ancora un volta va oltre alla bellezza delle parole e delle immagini: è un piacere che il bambino, futuro lettore, si porterà sempre con sé.

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