Le matite di Kitty Crowther

Avete mai sentito il meraviglioso suono che fanno le matite quando un bambino cerca un colore dentro l’astuccio?

Le grand désordre, Kitty Crowther, Seuil, 2005

Le piccole mani si spostano e attraversano il gruppo di matite emettendo una specie di musica rilassante che, se chiudete gli occhi, trasmette, con pause e ripetizioni, l’andamento dello spazio sul disegno. Il bambino prende il colore, poi lo usa sul foglio e a quel punto…il silenzio. Ed ecco di nuovo quel suono, le matite che si toccano e il legno che con la sua vibrazione sembra dire al bambino che il tocco di quel colore che manca, e che sta cercando con tanta concentrazione, renderà il suo disegno perfetto.  

Ho osservato spesso questi momenti con i bambini, a casa e a scuola, e ho immaginato la piccola Kitty Crowther che da piccola si approccia al disegno e al colore e chissà quante volte la sua piccola mano ha emesso quel suono. 

Qualche settimana fa ho ricevuto da Hamelin la monografia Oblo N° 5 KITTY CROWTHER, una collana dedicata a scrittori e illustratori.

Leggendo questa monografia dedicata a questa illustratrice e autrice unica si riesce a scoprire, attraverso le sue parole, il mondo magico, nascosto e invisibile dell’albo illustrato.

Kitty Crowther ci svelta i segreti che si celano nel rapporto tra immagini, parole e colore, ci racconta come nasce e si trasforma un albo attraverso i suoi occhi e le sue idee. La sua mano, dice, “ha un’intelligenza propria e media tra quel che mi piacerebbe fare, quel che so fare, e quel che non avrei mai saputo fare.”

In questa frase c’è tutto il significato del nostro agire con il bambino e Kitty manda un messaggio importantissimo ai suoi lettori: “abituatevi a non controllare tutto nella vostra testa. La realtà è incontrollabile”.

Se sfogliate i suoi albi resterete inizialmente perplessi e per questo consiglio la lettura di questa monografia prima di approcciarvi al suo mondo. Infatti come ben spiega Giovanna Zoboli nella monografia, Kitty Crowther ha la capacità di indagare la fragilità e la solitudine “senza alcuna enfasi o drammaticità, ma con garbo, semplicità, dolcezza, in una tonalità narrativa che mescola malinconia e ironia, supportata da una magnificenza visiva al servizio della bellezza del mondo”.

Ed ecco che torniamo alla scatola di matite colorate perché l’uso del colore per questa grande autrice è il cuore delle sue opere: è qualcosa che va oltre il tratto grafico e la scelta sapiente delle tonalità. Va oltre il racconto, Kitty ci fa entrare nel suo mondo senza volerci insegnare niente, lasciando libero il lettore di interpretare e di percorrere il suo cammino dentro le sue storie.

Esattamente quello che dovremmo fare noi con noi stessi fermandoci più spesso ad ascoltare il suono delle matite colorate dei nostri bambini, che quando disegnano esprimono il loro mondo invisibile, come Kitty Crowther ci insegna.

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