Se cancello la tua playlist preferita da Spotify?

Probabilmente quando Cornabicorna vinse il Premio Nati per Leggere 2013 la giuria stava pensando all’ottavo buono proposito della lista dell’omonimo premio:

LEGGIMI…ANCORA UNA VOLTA!

Cornabicorna, Magali Bonniol, Pierre Bertand. Edito Babalibri

Ci sono albi che i bambini amano leggere più e più volte, con richieste accompagnate da grandi sorrisi e allegra consapevolezza.

Peccato che questa pretesa di rilettura è vista dall’adulto come ossessione del bambino e scattano nella testa dei genitori una serie di dubbi accompagnati da nozioni di neuropsichiatria apprese su Google alla domanda “perché il mio bambino fa cose ripetitive?”

CALMA…facciamo un passo indietro.

Avete presente il vostro abito preferito? Quella maglietta o quel pantalone che se non trovate lavato e stirato nel cassetto quella esatta mattina iniziate malissimo la giornata? E cosa mi dite della vostra playlist che ascoltate ripetutamente su Spotify? Potrei fare altri esempi e non c’è bisogno di scomodare la psicologia cognitiva per sapere che i due casi citati sono ripetizioni che vi fanno semplicemente stare bene. Sono rituali che vi danno serenità e vi fanno sentire sicuri in quella giornata non proprio perfetta.

E allora perché vostro figlio “ha qualcosa che non va” solo perchè quella sera vuole ascoltare la stessa storia del giorno prima e del giorno precedente e ancora e ancora? So che improvvisamente il libro viene fatto sparire con scuse fantasiose che chissà perché, al momento di far sparire il ciuccio, si fa tanta fatica a inventare.

Nemmeno lo metterei a paragone il nutrimento emotivo e relazionale che una storia raccontata dalla mamma o dal papà può suscitare nel bambino.  E poi non devono esserci per forza strane motivazioni nascoste per un bambino che ama un libro più degli altri…nel caso di Cornabicorna per esempio, la storia fa semplicemente ridere tantissimo!

Questo albo, super classico da tenere in libreria, ribalta tutti i canoni del rapporto bambino-personaggio cattivo, tanto da far suscitare critiche da una parte di adulti ancora legata al concetto di paura e sottomissione dell’infanzia tipica dell’800 fino agli anni ‘60.

In quegli anni infatti le storie per bambini esistevano solo per impartire una morale e anche se il cattivo poi veniva sconfitto si faceva sempre con una sorta di timore reverenziale.

Se fossi stata bambina in questo periodo avrei amato tantissimo Cornabicorna e anche io avrei chiesto di leggere il libro a ripetizione fino allo sfinimento per poter sentire con le mie orecchie ancora una volta: “Hai un gran sederone! Una linguaccia da vecchia vipera! Un naso pieno di vermi!”  I bambini lo sanno che queste cose si dicono solo a Cornabicorna…abbiate fiducia in loro!  

E state attenti perché se nascondete ancora il libro preferito di un bambino Cornabicorna arriverà dritta dritta da voi… E lo sappiamo tutti che gli adulti non hanno la stessa fantasia di Pietro per mandarla via!

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