Ossa, pelle e cuore

Cosa c’è di più classico di una storia con un orco e un re? Ma è tutta apparenza, questo albo di classico non ha proprio nulla, anzi, è un testo che si allontana radicalmente dalle narrazioni conosciute del “C’era una volta”.

Kitty Krowther qui regala la sua immaginazione al testo di Alex Cousseau; a differenza dell’albo IO E NIENTE qui il protagonista non si ricongiungerà con la sua antitesi, ma farà il possibile per annientarla.

Chi ama gli albi illustrati varcherà il confine del prima e dopo aver letto DENTRO ME, succede a tutti prima o poi.

“Ho scoperto un paese. La sua capitale è il mio cuore. I suoi alberi sono i miei sogni. Questo paese si trova dentro me.”

Dentro me, Alex Cousseau, Kitty Crowther. Edito Topipittori
Le illustrazioni ricordano le arterie, le vene anche negli elementi non appartenenti al corpo

E fin qui….beh molto poetico ed evocativo vero? Ma purtroppo tra il cuore e i sogni si trova un orco, quello che conosciamo tutti, quello lì, che abita anche dentro te che stai leggendo.

La potenza delle immagini ti rimane impressa, a me ricorda un po’ l’iconografia di alcune opere di Frida Khalo e se ci pensiamo l’obiettivo delle due artiste è lo stesso: restituirci l’immagine della paura, del dolore, della difficoltà di superare certi ostacoli e del bisogno di essere noi il RE e non lasciare spazio all’ORCO.

Le due Frida, 1939
Il sogno o Il letto, 1940

“La bocca di un orco non parla. La bocca di un orco mangia i bambini come me. E la mia bocca di bambino era una porta chiusa su un segreto.”

Alla prima lettura viene voglia di chiudere il libro e non finirlo. Viene da pensare “ma questi cosa vogliono da me? Ma quando arriva il cacciatore a uccidere il lupo? E quando arriva il gatto con gli stivali? E il principe azzurro?”

Ma quando nella realtà, uno di questi personaggi, ti ha mai salvato dall’orco?

“Dentro me, c’eravamo solo io, quest’orco che mi somigliava e questo paese silenzioso.”

Il viaggio dentro l’orco

I bambini della scuola primaria (classi quarte e quinte) e classi secondarie di primo grado, possono già avere questa consapevolezza, un approccio realistico verso un epilogo dove solo noi stessi possiamo salvarci dall’orco che altro non rappresenta che…noi stessi.

“Ma non era cambiato niente. Dentro l’orco, era come dentro me,. L’orco era ancora lì. L’orco, io e il fiume di sangue. Tutto uguale a prima.”

Le immagini fortemente anatomiche e crude con la presenza degli organi, delle ossa, delle articolazioni ti danno davvero l’idea che tutto quello che proviamo lo viviamo anche in modo fisico ed è un messaggio bellissimo da passare al mondo della pre-adolescenza.

E’ catartico e liberatorio sapere che abbiamo pelle, cuore, muscoli, vene, ossa impregnate delle nostre paure ma alla fine saremo noi a far inginocchiare questo orco, grazie alla nostra voce e alla parole ritrovate.

L’ultima immagine poi (che non svelo) è una vera liberazione, il personaggio cambia i tratti del viso e, con l’espressione che cattura nel suo tratto, ancora una volta Kitty Crowther ci regala un messaggio di positività e speranza.

Non smetteremo mai di ringraziarla per questo.

“Dentro me è apparso un arcobaleno. Poi, parole, di tutti i colori. Avevo voglia di riposarmi. Dentro me, sono io che decido.”

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