Nodi stretti da sciogliere

Ho letto un albo che potrebbe rappresentare perfettamente questa meravigliosa poesia. Un bambino, la sua mamma e il loro nodo da sciogliere.

“Mamma?” “Mm..” “Giochiamo?” “Posso finire di bere il caffè?”
“Io sono il leopardo e tu la scimmia. E la sabbia è il mondo che facciamo.” “Ok.” “E questo è il fiume. Lo vedi il fiume, mamma?” “Che bello, vieni qui che ti metto la crema.”
“Mamma, la sai una cosa?” “No, che cosa?” “Tu sei il molo. E io sono la barca.” “Mhmm…” “E la barca è legata al molo con un nodo.”
“E guarda il nodo è strettissimo.” “Ti aiuto?” “No, ce la faccio”
“Hai visto mamma? L’ho slegato” “Si ho visto. Tutto da solo. Nessuno lo sa fare…
…nessuno tranne me.”

Le immagini di questo albo sono tutte collegate tra loro, niente è lasciato al caso. I protagonisti della storia sono due:  il  bambino con il suo nodo da sciogliere per trovare il coraggio di allontanarsi dalla sua mamma, e i tre bambini “selvaggi” che lo accompagneranno in tutto il suo avventuroso sogno di libertà e che rappresentano il coraggio stesso. 

La coperta con cui coprono il bambino è uguale al vestito della mamma, come simbolo della sua presenza, la prova che anche da lontano ci protegge e ci sta vicina.

Ma nel sul viaggio il bambino farà un incontro, un incontro forse reale, forse parte del sogno ma che gli lascerà qualcosa di concreto come premio del suo coraggio…

Ho amato questo albo perché la conclusione di un anno scolastico o educativo, come madre e come insegnante, rappresenta per me sempre un nodo difficile da sciogliere. La fine di un ciclo, la fine di un percorso, la fine di un anno pieno pieno da scoppiare. Eppure lasciarsi andare sarebbe terapeutico, un sollievo necessario…

E ce lo spiega bene Sara Lundberg: quanta meraviglia arriva sciogliendo quei nodi stretti al molo: colori, meraviglie, quotidianità, incontri e semi da coltivare.

“MAMMA! MAMMA!” “Tesoro! Cosa c’è?” “Non ti trovavo più.” “Ma sono sempre stata qui.”
“Mamma la sai una cosa?” “‘Che cosa?” “Ho fatto il giro del mondo.”

Nessuno tranne me, Sara Lundberg,  Orecchio Acerbo Editore

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