I Grandi, fatti di ruggine.

“Sono fatti di ruggine, i Grandi.  La bocca gli ha divorato orecchie e occhi  e mani e cuore e anche   tutto il tempo.  I Grandi sono troppo GRANDI   per abitare nel mio paese.” 

Titú, Claudine Galea e Goele Dewanckel, edito Orecchio acerbo e
Stavo pensando di Sandol Stoddard e Ivan Chermayeff, edito Topipittori

Ho scelto questi due albi perché sono i libri che leggerei a tutti gli adulti, genitori o non, compresa me stessa.  Si tratta di due storie molto diverse, la prima è un percorso interiore nella vita di Titú, un bambino silenzioso che nel suo mondo si ritrova appesantito dalle continue lamentele che l’adulto fa su di lui. Le pagine si alternano tra i colori dei pensieri di Titú e il bianco e nero della vita degli adulti. 

Il carattere è dolce e in versi quando Titú parla di se stesso, mentre nel mondo degli adulti le parole diventano grandi, grosse, addirittura urlate a tutta pagina. Basta poco agli adulti per scattare in un grido di rabbia, ma Titú continua a vivere nel suo mondo a colori dove c’è spazio per paesaggi diversi e senza gli adulti. Ed è spietato Titú nel chiudere il viaggio che ci fa percorrere nel suo mondo di bambino silenzioso.  E quanto ha ragione.  

Il secondo albo invece ci narra il flusso di pensieri di un bambino che nemmeno la voce adulta e frettolosa del mattino riesce a interrompere. Gli ordini sono familiari e quotidiani: “È ora di alzarsi!, Mettiti la camicia, quella gialla, Ora lavati le mani, tutte e due, e bene!, Ora metti calze e scarpe, Calze e scarpe! Muoviti, presto! Dai! Per favore!”.

Ma la testa del bambino va al contrario, rallenta e pensa pensa pensa a tutto, tranne che a quello che l’adulto pretende da lui. La traduzione di Tognolini è poetica e allegra, le immagini sono solari, con forti contrasti che ricordano davvero la mente felice di un bambino. 

Il finale qui è dolce e indulgente, una dichiarazione di amore che l’infanzia fa al mondo adulto. 

Prendete questi libri e leggeteli insieme ai vostri bambini e bambine per farli sentire capiti e per mettervi in empatia con loro. Farà bene a entrambi. 

E oltre al valore emotivo, questi albi sono così ben scritti che per le classi prime e seconde della scuola primaria sarebbero un ottimo “allenamento” per abituare l’orecchio a parole nuove e alla costruzione di frasi senza il peso della didattica. Vi lascio alcuni esempi che ho particolarmente apprezzato:   

“E allora me ne vado. 
Li lascio. 
Esco dalla finestra. 
Nuvoleggio con le nuvole. 
Sfarfallo con le farfalle. 
Arrossisco con le rose. 
Rimbombo con il rombo. 
Formicolo con le formiche. 
Brineggio con la brina  
Girasoleggio con… 
Cammino con…”  
Titú, Claudine Galea e Goele Dewanckel, edito Orecchio acerbo
“E io stavo pensando 
Stavo pensando sul lavare bene 
Stavo pensando all’acqua  
a secchiate, a ruscellate, a vasche piene 
E a cose fredde come pietre lisce 
e a tutte le conchiglie e le campane e le fontane  
E pensavo alle onde  
Alle gemme nelle grotte profonde  
Stavo pensando all’azzurro e al verde 
Pensavo a un giardino 
E a uno stagno con dentro il pesciolino che non ho visto mai 
Stavo pensando” 
Stavo pensando di Sandol Stoddard e Ivan Chermayeff, edito Topipittori

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